passano 33 anni e neanche una volta torni a casa e trovi un uomo seduto nella tua camera da letto che è un uomo che non conosci che è venuto da lontano a consegnare un messaggio molto preciso: chiudi a chiave la porta sul retro, idiota, Per quanto invincibile tu ti possa sentire ti sbagli passano 33 anni e rallenti il ritmo degli incubi da adolescente i tuoi seni pendono come quelli di una donna e le ombre non ti fanno sobbalzare ti fermi, invece, semplicemente ad ammirare quelle che ondeggiano con la grazia di alberi che danzano sotto i lampioni e cammini per la casa senza accendere le luci sicura dell'angolo fra la porta e il tavolo fra il tavolo e le scale sicura del numero dei passi sette fino al pianerottolo due per svoltare a destra poi altri sette sicura che scorrerai serenamente sul tapis roulant della memoria da una parte all’altra della tua stanza e collasserai con un sospiro nel tuo letto mentre le scarpe cadono thunk thunk sul pavimento e non ci sarà nessun estraneo all’improvviso seduto lì da chissà quanto seduto su quella che di certo tocca il fondo nella tua collezione di sedie più scomode con uno sguardo folle nei suoi occhi e mani che non riesci a vedere che tengono che cosa? non lo sai tanto sei sicura del ritmo infinito di tamburo del tuo isolamento che sei penosamente lenta ad adeguarti se non altro perché Il tuo non è quel genere di storia ma inevitabilmente, la vita non sa dimostrarsi all’altezza dei film niente pallottole a infrangere i vetri invece la paura si siede pazientemente e quasi ti sorride quando finalmente riesci a vederla anche se l’hai fatta aspettare per 33 anni adesso è entrata in casa con quest’uomo e ti ha riportato manciate di incubi da adolescente anche se ti pare di vedere, nella tua ingenuità che egli in mano non ha niente e questo ti procura sollievo in quel momento impreparata come sei, davvero, all'idea che anche quando ti sei abituata da anni ai parametri quelli possono tutti cambiare mentre una sera sei fuori a berti qualcosa con un amico può darsi che una grossa mano stia girando una grossa manopola Cambiando canale ai tuoi sogni fino a quando non ti ci ritrovi persa dentro e guardare la tua vita quotidiana con l’audio spento e, naturalmente, avendo per prudenza abbassato la fiamma che hai sotto gli occhi ci sono più ombre intorno a tutto ombre di quelle lugubri e incombenti e la tua vista è una torcia con la batteria mezza andata che devi portarti tremante fino al gabinetto esterno la tua solitudine si leva come lo spirito dei morti che presiede al tuo presunto riposo che in realtà non è sonno affatto ma una posizione da dormiente e una serie di rumori sospetti un tubo che sferraglia un ramo che scricchiola i passi di un gatto tutto questo e forse il fruscio della pelle morbida del cappotto del tuo intruso mentre lo accompagni passo passo di nuovo alla porta dopo averlo convinto a non saltare dal davanzale di una pessima idea morbida pelle, piedi lunghi, occhi a mandorla il tipo di dettagli che ti chiederà più tardi il poliziotto con il verbale e la pistola nel tuo salotto
Grazie ad Andrea Valenti per la traduzione



